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Tranquillo tranquillo, comodo comodo

Quarant’anni di DC, poi un gran quarantotto. La soluzione era il maggioritario, il bipolarismo, le alleanze certe. Fatto, ma la Seconda Repubblica, per quel pezzettino che ne ho vista io, non m’è parsa granchè. La soluzione è banale, sta tutta nella legge elettorale – così almeno mi dicono, ed io son troppo ignorante per non crederci - perché abbiamo un parlamentarismo che di fatto si può superare senza toccar la Costituzione. E’ tutta una questione di sistema, di regole: la legge elettorale ponga rimedio al multipartitismo esasperato, si considerino le generalizzate tendenze alla personalizzazione della politica ed all’aumento di peso del Governo, e ci troveremo due partiti moderati, moderni e riformisti come in Inghilterra. Con la destra a far riforme liberali in economia, e la sinistra ""nel sociale""; al passaggio, l’una non tocca le riforme liberali dell’altra. Così mi dicevano. Bello, figo. Così io m’aspettavo cinquant’anni tranquilli tranquilli, a votare una volta di qua ed una di là, comodo comodo – il grande inganno liberale a tutti voi destri e sinistri. E poi, l’inaspettato: di loro iniziativa, due partitoni si costituiscono e si liberano delle estreme – anche delle estreme cattoliche. Bello, figo, fatto, tutto sistemato.
Tra quale scelgo, per iniziare, dei due partiti moderati, moderni e riformisti?
Partito Democristiano o Partito Democristiano Liberticida? E no, cazzo, qualcosa non torna.
Fondamentali sono le regole, certo, ma mi viene il sospetto che anche le persone e le idee abbiano, come dire?, una qual certa importanza. Perché sarà questione di sistema - il proporzionale tedesco, il gabinetto inglese (cioè senza il bidet), il semi-presidenzialismo francese – ma io mi sto convincendo sempre più il che il grosso problema della politica italiana sia, appunto, che la fanno gli italiani.

Pubblicato il 21/2/2008 alle 0.0 nella rubrica Diario.

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