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Anche se non sembra

Sabato 20 Ottobre, ore 06.50, strada provinciale del Morone, piazzola di parcheggio dalla quale, solitamente, partiamo con la battuta di caccia.
"Fa freddo!"
"Si scalderà..."
"Le previsioni hanno dato neve!"
"Ma va là!"
"Ma dài!, non dire scemenze: stamttina quando mi sono svegliato si vedevano le stelle: c'è sereno"
"Ma però le previsioni hanno detto..."
"La neve al venti di Ottobre, a cinquecento metri d'altitudine... ma figurati! E poi, fino a ieri si stava in maglietta..."
"Beh, mi sa che avete ragione. Nel dubbio, però, magari mi metto nella cacciatora un impermeabile..."
"E' tutto peso inutile!, quando il sole esce dal crinale morirai di caldo, la sù sul monte Morone"
"E' vero: ci si porta dietro sempre troppo vestire e camminando si suda. Via, saliamo!"

Ecco, anche se non sembra, Giuliacci la laurea in metereologia non l'ha trovata nelle patatine.

                                   

Questa era, vista dalla piazzola, la neve rimasta sul monte Domenica sera. Ma la neve qui ritratta si trova in condizione statica, ossia depositata a terra.
Quella che ci ha colto sabato mattina mentre eravamo per boschi, si trovava in una condizione di moto uniformemente accelerato, con verso dall'alto al basso e direzione mutevolmente inclinata in modo tale che, ovunque e comunque io mi muovessi, i fiocchi di neve X che cadevano nei tre centimetri quadrati Z di superficie compresi tra il mio collo e i bordi del colletto del mio maglioncino di cotone M, fossero costantemente cento volte superiori al numero di fiocchi che, in quello stesso momento, cadevano su una  superficie Y di pari dimensioni presa in un punto qualsiasi della valle.
In formula,    f(X): ZX/M - Y = Ma Porca Madonna!!!

Pubblicato il 22/10/2007 alle 11.15 nella rubrica Racconti.

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