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"Uno sceso dalla montagna con la piena"




"E' solo un blog: sboccato, sconclusionato, culturalmente e psicologicamente border line"










Questo blog esiste per colpa di:


 Beppe


Tonino


















Invadeteci!
Per favore!

















Questo blog è una cagata pazzesca, ma nonostante ciò non è una testata giornalistica. Bla bla bla bla bla


politica interna
PCI / Azione romana fallita. Torniamo ad essere PCI
31 gennaio 2008

Ha ragione Silvio: i comunisti sono pervicacemente e malsanamente attaccati al potere. Infatti, pur di tenere botta al Senato, nessuno dei lettori di questo blog – lettori che appunto sono, inspiegabilmente, in gran parte comunisti – ha finanziariamente supportato la Grande Iniziativa di Solidarietà partitocazzoniana “DONIAMO L’EUTANASIA ALLA BINETTI”. Ciò evidenzia anche che i comunisti si sono rammolliti: non sono laici, come d’altronde mai furono, ma non sono nemmeno più atei intolleranti come una volta.
Sinceramente, però, devo ammettere che non è stato per la mancanza di fondi che il passaggio alla fase concreta non si è esplicato in risultato alcuno, compagni... Il motivo affonda le radici nel recente passato: la Binetti, il giorno della
grande orgia descritta mesi fa, era assente per visite mediche (aveva il cilicio basso), e così, da allora, bramava dalla voglia di sfogarsi.
Ma dunque, raccontiamo per intero. Il viaggio, pagato da me, è stato ottimo. Tutto sembrava proseguire secondo il piano. Mentre aspettavo fuori dal Parlamento, decisi che, prima di compiere il mio triste dovere, ne avrei spiegato le ragioni alla senatrice – così, tanto per farle sapere che non moriva per il volere di Dio, ma di io. Ed il problema s’è verificato subito, già alla presentazione: la senatrice repressa ha frainteso il significato di “Partito Rivoluzionario Cazzone Italiano”, nello specifico della terza parola, e non vi dico, compagni!, l’ho scampata per un pelo, mi sono lanciato in mezzo alla folla, ho attraversato la Maremma e valicato gli Appennini, ed ho smesso di correre solo davanti alla porta di casa mia. Sto scrivendo con le porte e le finestre sprangate. Consiglio agli altri tesserati PRCI (che, visti i deludenti tentativi di azione, torna ad essere PCI) di sesso maschile di fare altrettanto.


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vita scolastica
Double Degree
30 gennaio 2008

L'"Università Cattolica del Sacro Cuore",  diocane porcodio madonnaputtana (scusate ma devo bestemmiare ogni volta che pronuncio il nome per intero), da alcuni anni punta molto, per la facoltà d'Economia, sul progetto "Double Degree", ossia in quattro anni due lauree, italiana ed estera. Sicchè alle lezioni ci sono molti studenti stranieri. Non so bene quali corsi frequantino, ergo non saprei dire quanti essi siano; a stimare in base ai corsi di Diritto, i più seguiti, direi una quindicina: tedeschi e svizzeri soprattutto, ma anche francesi, più un'albanese che non rivolge parola agli altri due connazionali figli d'immigrati. Oggi, pausa di mezzodì breve, un gruppo di francesi è entrato nell'aula grande in anticipo, quan'ancora eravamo arrivati in pochissimi. Si sono seduti poco avanti a me con il pasto da terminare: una ragazza Nestea e tramezzino, un ragazzo panino, gli altri patatine. Parlando hanno incominciato a ridere, sommessamente, ma di gran gusto. Io ascoltavo e capivo nulla, non conoscendo il francese; mi sarebbe piaciuto molto, però, sapere cosa li faceva ridere così.
Ad un certo punto la ragazza ha alzato la bottiglietta del thè, agitandola, e gli altri sono scoppiati in una risata sguaiata.
Ero proprio curioso di capire perchè ridevano.
Poi quello del panino l'ha poggiato sul banco, ne ha estratto una fetta di prosciutto e se l'è ficcata in gola, mente dalla fila davanti un'altro fingeva di sputargli.
Allora ho capito di cosa ridevano.


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Almeno un post al giorno / 3
29 gennaio 2008
Disse la vacca al mulo: “Sei un bastardo: tuo madre andò con un asino!”
Disse il mulo alla vacca: “Anche Cicciolina” 



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CULTURA
Sulla Caccia
28 gennaio 2008

Io, ogni mattina, compro la mia Libertà. Basta un euro.
Basta perché “Libertà” è il quotidiano locale di Piacenza (questa cosa che il nostro giornale si chiama “Libertà” mi rende – come non lo fossi già abbastanza - colmo d’orgoglio per la mia provenienza: in quanti altri luoghi una nonno può dire al nipote “Esci e vai a prendere la Libertà”?).
Talvolta, il lunedì soprattutto oppure durante la stagione ciclistica, compro anche la “Gazzetta dello Sport”. Se, acquistata la rosea, entro nella facoltà d’Economia, piego il quotidiano in tre e metto all’interno della tasca la parte col titolo, cosicché, ad un occhio distratto, esso possa sembrare il “Sole24Ore”. Ché comprare il Sole, per uno studente di Economia, fa molto figo, oh yeah.
Comunque io figo mai fui e mai sarò, e nemmeno sono. Ergo, non ho mai comprato né il Sole, né, tantomeno, il Foglio (e vi dirò di più: ssshhh, non ditelo in giro, ma… non guardo neanche La7!… sshhh!!).
Dunque niente Foglio. Inoltre, per quanta attenzione metta nel comprendere Malvino, capita che il concetto del Maestro mi impegni a tal punto da impedirmi di prestare attenzione ai nomi.
Sicchè io chi fosse Roger Scruton proprio non lo sapevo, fin all’altro giorno, quando, attratto dalla copertina che prometteva più di un didascalico trattato tecnico, acquistai per una cifra ignobilmente alta “Sulla Caccia”. Autore, “il filosofo Roger Scruton”.
E già questo doveva mettermi in dubbio; cioè, i filosofi sono quelle statue greche con la barba come quella di Cacciari, no? Sai che palle.
Oltretutto, “scrutòn” in dialetto piacentino vuol dire… ehem, no, meglio che non lo dica.
Beh, insomma, inutile tirar per le lunghe questo post senza costrutto, il cui unico scopo è informare il mondo che, finalmente, sono riuscito a non finire un libro, pur interessandomi e molto l’argomento, dalle tante scempiaggini che contiene, sia venatorie che umane. E che ho buttato 15 – quindici! - euro. Ecco cosa succede a chi non legge Malvino con la dovuta attenzione, post lunghi e lunghissimi compresi.

calcio
Non vi fidaste, eh?
27 gennaio 2008
vita familiare
Trallallero, trallallà!
27 gennaio 2008

Dovete sapere che io sono castano, mentre mia sorella è bionda con gli occhi azzurri.
Da bambini la differenza era fonte di simpatiche dispute; poi, quando alle scuole medie ci fecero studiare Mendel, essendo gli avi tutti mori o castani, di angosciosi dubbi; adesso che siamo nella fase "ma voi due perchè cazzo non divorziate?", nuovamente, di dispute scherzose.

Oggi, mia sorella: "Ho i begli occhi azzurri, ho i begli occhi azzurri, tral-lal-lero, tral-lal-là!"

Io: "Perchè hai l'acqua al posto del cervello..."

Sorella: "E tu la merda!"

Io: "..."




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sessualità
!Attenzione! Post parzialmente toquevilliano!
25 gennaio 2008

Farfintadiesseresani fa una battutina scontata, e la cosa potrebbe esser morta lì.
Ma leggete il primo commento, l'unico per ora, di tal Ipazia.
Dunque, mettiamo due paletti: la liberazione sessuale è stata una gran cosa; la liberazione sessuale l'hanno fatta il sessantotto ed il femminismo, non gli anni '80 e le TV commerciali di Berlusconi, che hanno fatto i soldi - niente di male, per carità, ma nulla più.
Però, fermo restando quanto sopra, posso mandare a cagare tutte le sessantottine femministe che tappano la bocca scandalizzate a chiunque osi una battuta da televisione commerciale di Berlusconi?




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Vi racconto un po' di fatti miei
25 gennaio 2008

Oggi rientravo su una strada inusuale, ad un orario inutile, di mezzo: le due. Troppo tardi per accingersi, giunto a casa, alla cucina.
Nella vita non ci si può abbandonare alle consuetudini, che diventano insulsi automatismi, perchè poi, signora mia, si sa come va a finire: ci si suicida per la noia. Nella vita bisogna provarle tutte. Tutte, anche le cose più rischiose. Così oggi - strada insolita, ora inutile -, ad un certo punto, di scatto e facendomi stromabazzare, ho accostato l'auto, sono sceso ed ho compiuto un gesto inconsulto: per la prima volta in vita mia, sono entrato da McDonald.
Devo premettere due cose. Primo: mi stanno sual cazzo gli americani (o, per meglio dire, mi stanno sul cazzo le americanate). Secondo: da buon leghista islamofobico, adoro il Dio Porco, che non è una bestemmia, ma il maiale. Specialmente quand'esso è deceduto, insaccato e stagionato. Detta ancor più esplicitamente, ritengo che il panino col salame sia la terza più grande invenzione dell'umanità, dopo la ruota e Califano che ripete la formazione dell'Inter mentre dorme.
Ora, nella vita, oltre che provarle tutte, bosogna essere onesti, evitare le posizioni ideologiche, solo gli stupidi non cambiano mai idea, laicità è serenità di giudizio, eccetera. Cos'è che stavo dicendo? Ah, sì: bisogna essere onesti. Ecco, onestamente, non so il resto, ma il Crispy McBacon e le patatine fritte sono proprio buoni (la Coca-Cola, invece, sa di acqua sporca).

Atarassia
25 gennaio 2008

Niente. Così, senza motivo: niente. Difficile che mi venga in mente qualcosa da postare prima che l'acqua bolla (bollisca? non lo ricordo mai). Pomeriggio finito alle cinque; due palle, l'inverno. Due palle, il venerdì.
Si sta qui al computer, soli.
Niente, così. Tra poco rientrerà il resto della famiglia. Per ora, in casa, silenzio. Mi pare d'aver sentito un tonfo, là fuori. Boh, sarà caduto qualcosa.


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calcio
Avesse almeno qualche grosso difetto
24 gennaio 2008

Inzaghi Filippo è stato definito da molti appassionati - ma anche da chi, oltre che appassionato, è competente - il centrattacco più forte del mondo. Con una motivazione francamente opinabile, per non dire assurda e faziosa: Inzaghi sarebbe il più forte centrattacco del mondo perchè, nonostante non abbia tiro, nonostante sia immotivatamente egoista, nonostante non sappia saltare l'uomo o tener palla, nonostante sia fisicamente carente, fa sempre molti gol (mi rifiuto di scrivere goals).
Analogamente, Trezeguet David è stato defninito uno dei più forti centrattacchi al mondo perchè, nonostante non faccia niente per la squadra, nonostante non faccia movimento, nonostante non si procuri mai occasioni senza un gran lavoro dei compagni, nonostante non sappia dribblare, fa sempre molti gol.
Ma almeno si parla di cantrattacchi che fanno gol (sennò che centrattacchi sarebbero?). Cosa dire, invece, di tutti quei centrattcchi ritenuti validi, o finanche indispensabili, perchè, pur non facendo gol, tenevano palla, prendevano i lanci lunghi, facevano salire la squadra? Janker è il caso più eclatante, ma tanti suoi emuli sono tenuti in considerazione.
Poi c'è Cruz, titolare nel Bologna (nel Bologna), sempre mezza riserva all'Inter. Come Inzaghi o Trezeguet, Cruz ha sempre fatto gol. Ma Cruz, purtroppo, prende anche i lanci lunghi, fa ragionevole movimento, ha il fisico, fa salire la squadra, ha un passabile tiro dalla distanza, è freddo abbastanza per fare utili assist quando servono e tirare quando invece deve, all'occorenza se la cava a saltare l'avversario diretto. Purtroppo, Cruz fa tutto questo.
Avesse almeno qualche grosso difetto, sarebbe il più forte centrattacco del mondo.


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calcio
Fidatevi che ho ragione
23 gennaio 2008

Ricordate i tempi in cui l'Inter tutta scintille e sregolatezza si faceva recuperare, e non raramente battere, nel finale? Erano i tempi in cui la Juve che non mollava mai, la Juve tenace, nel finale recuperava le partite. Ma i tempi paiono cambiati; adesso, come ebbe a dire Mughini, "bisogna ammettelo: l'Inter è la più forte: è una squadra di grande livello, è conscia del proprio potenziale,  è unita e crede nel gruppo, è convinta di poter sempre vincere... bisogna ammetterlo: l'Inter crede di essere la Juventus".
Ma da stasera cambia tutto, o meglio tutto torna nell'ordine naturale delle cose - ordine che vede la morale cattolica dominante, le tradizioni immutabili e, sicut erat in principio et nunc et semper et in secula seculorum, Moratti figlio perdente. Voi direte: ma è solo una partita di Coppa Italia; ma l'Inter ha altro a cui pensare; ma sono, in fondo, soltanto due episodi. Così obiettando, però, non centrate il punto: l'Inter perde per ragioni antropologiche, sociologiche e psicologiche, non calcistiche. Altrimenti, come si spiegherebbero i vent'anni d'insuccessi con squadroni dai nomi altisonanti?
Fidatevi: s'è rotto l'incantesimo di Calciopoli. Prevedibile tracollo psicologico, intervento divino, Mughini che ha fatto la fattura sciogliendo in un pentolone il petrolio di Moratti, gli occhiali di Lapo, acido solforico, un capello di Moggi ed i resti del '68... non si saprà mai quale entità ha fatto sì che la capocciata di Boumsong entrasse, ma... s'è rotto l'incantesimo. L'Inter non crede più di essere la Juventus.
Fidatevi: da ora in poi, la cavalcata dell'Inter si farà singhiozzante, faticosa; Mancini comincera a perdere i capelli; Moratti... beh, niente, lui, come al solito, sarà sempre soddisfatto... magari chiamerà Kanu a fare il terzo allenatore, collegato via auricolare ad un osservatore posizionato sulla Luna.


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politica interna
PCI / Concretezza, compagni!
23 gennaio 2008

Il problema è che ci si sta a fare un sacco di seghe mentali su ‘sti cazzo di blog, e non si passa mai all’azione (la circostanza che lo dica anche Adinolfi non implica necessariamente che non sia vero). Tutti dietro a ciarlare di laicità, a metter banner, a sognare atolli laicisti e Oasi Laiche.
E, intanto, quelli là ci fregano.
Il Partito Cazzone Italiano, nella persona del suo Presidente nonché Fondatore nonché me stesso, nonché stanco del sopra descritto andazzo, ha perciò deliberato, con la rapidità di votazione che lo contraddistingue, di passare all’azione, ponendo fine a questo vacuo e cincischiante ciarlio internettaro. E chissenefrega se manca l’analisi: l’elmetto ce l’ho (era di nonno, della Seconda Guerra; è in buono stato, resistente addirittura più di un pentolino Mondialcasa, ma comunque meno della testa di Mastrota).
Il PCI, da questo istante che oserei definire predellinesco, cambia nome (e io sono anche più alto di Silvio) e diventa PRCI: Partito Rivoluzionario Cazzone Italiano. Il primo, grande passo sarà un’iniziativa che fonde Rivoluzione, Laicità, Solidarietà e Diritti Civili, che verrà portata a termine dal sottoscritto, ma a cui i simpatizzanti e gli iscritti sono chiamati a contribuire:

 "DONIAMO L'EUTANASIA ALLA BINETTI"

Sono alle prime esperienza come omicida, questo devo ammetterlo, sicchè m’accontenterò del rimborso spese, che consisterà in viaggio, vitto e alloggio per Roma, essendo le armi, le munizioni e la mira buona, come la sottostante foto testimonia, già in mio possesso. Contribuite numerosi.

             

vita familiare
Una madre secchiona catto-comunista
22 gennaio 2008

Ambientazione:

Cena della famiglia media italiana. Figlia, figlio – io - e padre già a tavola con abbondanti ravioli al ragù di carne, madre che arriva tardi, cogliendoci in flagrante con le bocche piene.

Scena:

Tutti, tirando su gli occhi dal piatto: “???” (“come mai a quest’ora?”)

Madre: “L’ho fatto!”

“…”

Madre: “Ho detto che ho consegnato l’iscrizione”

Padre: “Che?”

Madre: “Mi sono iscritta!”, e poi, rivolgendosi a me: “Al Master! NELLA TUA STESSA FACOLTA’!”

Io rituffo gli occhi nel piatto, concentrato sui ravioli.

Padre: “Ti darà qualche vantaggio di carriera?”

Madre: “Ormai, è difficile”

Padre: “Sei scema”

Figlia (in piena crisi adolescenziale): “Presentami gli studenti fighi!”

Madre, sempre a me: “E tu cosa mi dici?”

Io: “…”

Madre, indispettita: “Ma dài! Su, dimmi qualcosa!”

Io: “Qualcosa”

politica interna
Scenari futuri
22 gennaio 2008



Semplice, chiaro e, disgraziatamente, vero.
Almeno per il medio termine, purtroppo, Yoshi ha ragione.




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DIARI
Secondo comandamento del blogger
21 gennaio 2008

"Il personalismo ed il sentimentalismo affezionano i lettori più che mille post politici o para-politici"

(Figurarsi  per uno che, sul politico, a fatica si riesce ad andar oltre al "comunisti fascisti democristiani merda". E quindi...)

Leggevo questo post di Chinaski, ieri, e, riconoscendo una parziale somiglianza comportamentale del Grandissimo con il sottoscritto,  ho pensato: ma allora io, senza rendermene conto, mi sento superiore agli altri? Sono elitario?
Dopo breve e onesta riflessione, ho concluso che no - rispetto le altrui opionioni, m'infastidisce qualsiasi pretesa di superiorità morale - no, elitario no. Semmai, solitario.
Ma non perchè io stia male in mezzo alla gente, anzi: la gente mi piace.
E' che mi piace ancor di più stare per conto mio.


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località
DITE UN PO'
20 gennaio 2008




Dite un po', voi di Milano: per caso c'è nebbia, oggi?




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Post di getto, incoerente, incazzato
19 gennaio 2008

Ci sarebbe Napoli ricoperta di monnezza, ci sarebbe. Governata dalle sinistre da anni e anni.
Ci sarebbe il presidente, di destra, della ragione Sicilia condannato per quasi mafia, o mafia forse.
Ci sarebbero i giornali e le teste pensanti di sinistra che non si capacitano del forse e del quasi e lo vorrebbero condannato per mafiosità – per sicilianità ossia: poi si dice che è la Lega, razzista. Ci sarebbero, al contraltare, i giornali e le teste pensanti di destra che il presidente della Campania ed il sindaco di Napoli, altro che dimettersi, andrebbero condannati, per qualcosa, per favore, per sollazzare i seguaci giacobini: si potrebbe tentare per sporcizia.
Ci sarebbe la magistratura che indagava sulla Unipol: evviva la magistratura fascista, diceva Silvio; i magistrati sono tutti comunisti!, diceva Max.
No, calma un attimo, forse non era proprio così: porca puttana!, bisogna rispettare la magistratura, porca puttana!, dice Max; c’è da fare un risanamento dell’ambito giudiziario molto in profondità, dice Silvio. Lui ha il fiuto, lui è sempre avanti: vedrete ben che tra poco gli si accoderanno tutti.
D’altronde, è piuttosto sciocco darsi mazzate in testa a vicenda: più conveniente è accordarsi per sotterrare le mazze di guerra. E’ così che nascono le democrazie, no? (no, calma un attimo, forse non era proprio così).
Intanto, ci sarebbe Mastella che il risanamento lui lo stava facendo: e allora che hanno tutti da dargli addosso, tutti, teste pensanti di destra e di sinistra? Perché sta lì in mezzo, nei coglioni. Dunque, ha un partito clientelare, Mastella, si fa i propri interessi, ed elargisce favori locali: per cosa lo si condanna?
Mah, non saprei, si potrebbe provare per italianità.
E questo Mastella, che sta lì tra la Iervolino e Cuffaro, s’è pure dimesso. S’è dimesso, ma guarda te che robe che succedono. E’ proprio una testa di cazzo, infatti sta proprio lì tra i coglioni. Piccolo piccolo. Oggi i partiti devono crescere, lo sanno tutti che le piccole imprese non hanno la forze per competere sul mercato globale.
Alla fine del documentario, davanti a casa di Mastella ci sarebbe il moralizzatore delle Iene, quello che, lui sì, andrebbe condannato (propongo per voce da querulo stronzetto). Le iene accorrono sui cadaveri: è così che nasce una legge della giungla, no? Avvoltoi planano sulla monnezza campana: Alberto Angela risparmia il viaggio per la savana.
Ora non prendetemi per peloso garantista: secondo me, per il bene politico ed amministrativo della nazione, ci sarebbe da prendere tutti i politici – tutti -, levarli dagli incarichi, deportarli e metterli a fare le teste pensanti ed i giornalisti.
Poi, per il bene morale, ci sarebbe da prendere le teste pensanti ed i giornalisti e metterli a pulire le strade di Napoli con uno spazzolino da denti.
In quanto alle poltrone rimaste vuote, io mi sono sempre chiesto cazzo facessero gli scandinavi lassù in mezzo alle foreste d’abeti, al silenzio austero, al freddo. Ma venite qui in Italia, no? Abbiamo ‘o sole, per le scandinave abbiamo ‘o Ciro, abbiamo ‘o Nestea, e laggiù… dietro alla pila di monnezza, vedete?…
Là dietro, c’è anche ‘o mare.

(Compresa nel prezzo, nel mare, una gondola condotta da una bagnina riminese, con a bordo uno che canta “O sole mio”, uno di Potenza. Un lucano, scandinavi: che volete di più dalla vita?)


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Lettera aperta al Signor G
18 gennaio 2008

Destra, sinistra, centro, su di me non hanno mai esercitato alcuna attrattiva (attrattiva è la parola giusta, perché l’età mia è quella in cui la politica è roba umorale). Questo perché non ho mai sentito – e sentito è ancora la parola giusta: per il motivo di cui sopra, e perché a pensarle, le cose, faccio fatica (sono gnurant) – dicevo, mai sentite differenze tra Mussolini, Lei, Signor Gaber, ed il Ratzinga.

Tra quest’ultimo che ci spiega come l’uomo sia libero solo in Dio, Mussolini che lasciava gli italiani liberi di non essere liberi, e Lei, che differenza c’è?
Perché mi consenta, Signor Gaber, ma libertà è che se ho voglia di partecipare, partecipo; sennò, no. E posso concedere che colui il quale liberamente scelga di sopportare il volo ronzante di un moscone qualche problemino ce l’abbia, ma se io volessi star sopra a quell’albero, le dirò, Signor Gaber: sono un po’ anche cazzi miei.

Twitter
17 gennaio 2008
sto cagando



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letteratura
M'ero sempre chiesto che facessero al liceo classico sperimentale
16 gennaio 2008

“Posso farti qualche domanda sui libri?”

Non capisco bene il senso della domanda che la ragazza mi pone, non capisco cosa ci fa in una biblioteca comunale con una cartelletta in mano a far interviste, ma rispondo affermativamente, e gentilmente.

“E’ un’indagine che stiamo facendo noi classi quarte del Classico Sperimentale (del liceo che frequentavo), sul rapporto coi libri. Intanto – è anonimo - qualche dato… ”

(ecco, lo sapevo, è come quando non butti giù alle indagini telefoniche: la disponibilità porta fastidi, sempre. Sto sbuffando mentalmente, ma rispondo compunto)

Età… titolo studio… occupazione…

“Finito?”, le faccio con voce ancora gentile, ma accennando un passo d’allontanamento assai significativo.

“E no eh! Sui libri ora…”

“Ah”

Frequenza di lettura… dove li acquisto… genere preferito… (due palle)

“Cos’hai preso in prestito?”

Le dico autore e titolo del libro. Lei poggia la cartelletta ad un bancone e scrive. Mi scappa l’occhio sul suo foglio: magnifico, lo riproduco ora di mio pugno per farvi sorridere.

Mi sforzo di tenere gli angoli della bocca giù in basso; trattengo il riso, e ne esce un singhiozzo. Allo sguardo interrogativo rispondo facendo notare l’errore. Non per saccenteria, che, credetemi, proprio non fa parte del mio carattere: per solidarietà tra coetanei e studenti. Giudico infatti che, per evitare il cazziatone del prof responsabile dell’indagine, l’intervistatrice potrà ben sopportare una figuraccia (stranamente, c’è gente, attorno).

“Come, scusa? E’ sbagliato?”

“Hai scritto sbagliato l’autore. E’ scritto in italiano, cioè, è proprio italiano… devi scriverlo… devi scriverlo come… come sciare, ecco! Sì, scrivi: scìa-scìa”

“Ah, ho capito. Grazie”

Corregge, e poi nota: “Tu ne hai due di libri, però…”

“Ah, già! L’ho preso per mia mamma quell’altro…”

Penso di tirarlo fuori di tasca per farle copiare il nome – straniero – dell’autore (tanto più che manco io son certo di come si scriva), ma convengo con me stesso che il gesto potrebbe apparire offensivo, nonchè snob o saccente. E vi giuro che io non sono saccente: davvero ci tengo a non sembrarlo, nonostante l’argomento del post. Perché non lo sono, giuro.
Quindi le detto nome dell’autore, scandendolo, e titolo. Ma commetto il grave errore di lasciare che l’occhio segua la penna della ragazza che, sotto alle precedenti annotazioni, scrive del secondo libro. E scrive – è sempre una mia riproduzione - così:

Questa volta riesco a trattenere sia il riso che il singhiozzo, ma emetto un schiocco gutturale a labbra serrate, e gli occhi, per lo spostamento d’aria causato dallo scoppio d’ilarità trattenuto, m’escono dalle orbite.
La ragazza mi getta addosso uno guardo come prima interrogativo, ma stavolta anche offeso.
Non ce n’è motivo, lo so, ma in questa situazione sono io a vergognarmi. Non sono saccente, non sono snob: svicolo via senza salutare, destinando la ragazza ad un cazziatone certo del Prof di lettere.




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Chi non legge il post di Anskij è un prete
15 gennaio 2008




"...la smetterà pure una buona volta 'sta terra di girare come una stronza?"

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UPDATE: chi non legge quest'altro post, di Yoshi, è una suora

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UPDATE 2: chi non legge questo magnifico post di Aioros è un frate figlio di una suora e di Sandro Bondi




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politica estera
Questo blog è un blog giusto, questo blog è un blog avanti
14 gennaio 2008

ambarabà ciccì coccò, che risposta sceglierò
ambarabà ciccì coccò, 'un ci capisco 'na sega però




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Laicisti esasperati
13 gennaio 2008


Ambientazione:

Mezz’ora fa.
Cucina di casa mia. Cena della famiglia media italiana.
Quattro persone: padre forza-leghista con sbandate libertarie, madre catto-comunista benpensante, figlia atea di sinistra estrema (ma chic) in dieta perenne, figlio - io - liberale moderato (che è una cosa sbiadita e tristissima), nonché assai poco chic.
Cibo per dieci.
In sottofondo il Telegiornale a volume molto basso, appena udibile.

Scena:

Telegiornale: “…Papa Ra..ger……messa tradizionale… …ppella Sistina …ecchio altare… …esortato …vani immigrati a costruire … societ… più fraterna…”

Uaudjnjnrokhuahh!” (io, con coniglio e patate in bocca, sputacchiando)

Padre: “Tutto a posto?”

Uuuuuu! Uuu! Uuuuuuaiuaiash!! Uahvoiokjk! Ch…chajnoi…chuyuch!!

Madre (apprensiva): “Che hai? Stai male? Ti è andato di traverso?”

Gulpaghahh!! Una so- una soc- una socchehchrruahaaacchhhhh…” (paonazzo, rischiando il soffocamento) “cahuch ch ch chah …una SOCIETA’ PIU’ MODERNA??!? E pure questa no, eh! Ma che prende per il culo?!?”

Figlia: “Fraterna. Non moderna: FRA – TER – NA”

Padre: “Calmati”

Madre: “Mangia”

Io: “Grunf


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SOCIETA'
Automobiliti / La MFI
13 gennaio 2008

Tratteremo oggi, finalmente, di una specie di automobilista esclusivamente femminile, la MFI (Madre di Famiglia Indaffarata), che si riproduce non per partenogenesi, bensì per incrocio con un esemplare di “Mercedesdotato Classe C”, detto altrimenti “titolare di piccola/media impresa del Nord”. La MFI è dotata - oltre che del suddetto Mercedesdotato, il quale è presenza famigliare fugace - di un numero di figli sufficiente a tenerla impegnata per tutto il tempo lavoro escluso, di un lavoro part-time di scarso interesse e retribuzione, e della cosiddetta macchina famigliare. E’ quest’ultima un’auto di gusto indubbiamente femminile e di agile guida, come, per esempio, una Chrysler Grand Voyager, una Kia Carnival oppure, più raramente, un Iveco acquistato usato dai contrabbandieri sloveni di profughi, in cui vengono ammassati i figli. I figli procurano alla MFI circa centoventisette brevi viaggi automobilistici al giorno, tra lezioni di danza classica, di nuoto, di karate, di musica, ritrovi scout, catechismo, serate in parrocchia, serate a casa degli amichetti, pomeriggi a casa degli amichetti, scuola, dopo-scuola, prima-scuola, recite parrocchiali, recite scolastiche, recite comunali, festa di carnevale, dolcetto o scherzetto, lezioni al maneggio, esercitazioni di judo, tauromachia, shopping, lezioni di hip-hop, allenamento di calcetto e di minibasket, partita di calcetto e di minibasket, budjee-jumping, yoga, Yoghi, torneo di pallavolo, più molte altre che sicuramente dimenticherò. Si tenga presente che il numero di figli della MFI è, mediamente, pari a uno – numero comunque più che sufficiente a svolgere tutte le sopraccitate attività nell’arco della settimana. Questo avviene perché la MFI vuole – ufficialmente – il massimo per suo figlio (ufficiosamente, perché vuole che suo figlio diventi più intelligente di quello delle amiche). L’opinione del figlio è trascurabile; tra l’altro, egli è troppo occupato per farsene una.
Osserviamo ora lo stile automobilistico della MFI. Ella – è bene chiarirlo subito - guida male. Nel traffico procede a scatti, grattando e frenando con la delicatezza di un’elefante; sulle strade extraurbane riesce a raggiungere i quindicimila giri in terza, per la costernazione e l’incredulità di meccanici, fisici e progettisti d’automobili. Oltretutto, a causa delle ragioni inizialmente esposte, la MFI è sempre di fretta e quindi guida male, sì, ma a velocità supersonica. La MFI è quindi pericolosissima, però non fa mai incidenti.
Perché sarebbero una perdita di tempo.
Il primo grande nemico della MFI è il posteggio, che non è un luogo, bensì un’entità onnisciente, un essere dotato di coscienza propria, costantemente intento a sottrarsi all’incontro con lei stessa. Indi, quando lo incontra, la MFI lo aggredisce senza manovre in retromarcia, lo guarda dritto in faccia e lo occupa con la tecnica ruota-marciapiede. L’autoveicolo della MFI è perciò riconoscibile dalla mancanza del cerchione anteriore destro e da costanti problemi di convergenza.
Il luogo ove la lotta della MFI con gli altri automobilisti si fa più aspra è l’uscita delle scuole elementari o medie, poiché ella si trova in presenza densa di sue simili. Per prima cosa, la MFI conquista il posteggio più vicino all’uscita della scuola spodestando il Vecchio Nonno Ausiliare del Traffico, il quale è un essere lento, lentissimo, e alto spesso meno degli stessi scolaretti (alcuni etologi sostengono sia imparentato con l’Uomo Talpa), tanto che spesse volte viene - si spera inavvertitamente - preso sotto dalla MFI. Successivamente, ella scende dall’automezzo e si apposta in posizione atta a catturare il figlio prima che possa salutare i compagni; acciuffatolo, lo solleva del lieve peso (42kg) dello zainetto, lo prende sotto la sua ala protettiva, curando premurosamente che non venga investito durante l’attraversamento della strada, gli apre la portiera sempre attenta al passaggio degli autoveicoli, lo fa salire, si assicura che allacci la cintura, gli dedica alcune dolci parole, si mette al posto di guida ed infine parte sgommando e rischiando di fare strage degli altri centoventisei bambini presenti sulla carreggiata, che il suo sguardo laser bionico (presente “Terminator”?) identifica inequivocabilmente come “perdite di tempo ambulanti”.
Il secondo grande nemico della MFI è la professoressa delle medie, altra causa di altre enormi perdite di tempo (sotto forma di file per le udienze), nonché della rivelazione che il figlio non è più intelligente di quello delle amiche. La MFI vorrebbe infatti due minuti di fila, ma anche due ore di colloquio con la professoressa - colloquio in cui il figlio deve essere fatto oggetto di sperticate lodi. Presa coscienze dell’impossibilità che il desiderio di decine di MFI si realizzi contemporaneamente, ciascuna MFI tenta di prendere sotto le altre con la macchina.
Si era accennato al marito della MFI, precisando che questo doveva essere titolare di piccola/media impresa del Nord. La spiegazione è più semplice di quanto possa sembrare: essendo che gli impegni di un figlio di MFI necessitano di una spesa mensile pari a 4716 (quattromilasettecentosedici) Euro, un padre impiegato non potrebbe mai aspirare a sposarne una. Il figlio della coppia d’impiegati cresce perciò libero, impara a scegliersi la giornata e fa amicizia con il vicino di pianerottolo, invece che il compagno residente dalla parte opposta della città. Per queste ragioni, egli sovente diventa molto più intelligente dei compagni di classe figli di MFI. Ciò causa crisi isteriche alle dette MFI, che, disperate, mandano il figlio dallo psicologo infantile, oppure lo iscrivono ad un corso di preparazione del sushi in salmì, oppure - soluzione un pelino più drastica - lo aspettano all'uscita della scuola e lo prendono sotto con la macchina.
Una sottospecie piuttosto rara ma - automobilisticamente parlando, s’intende - pericolosissima di MFI è la MFINC (Madre di Famiglia Indaffarata NeoCatecumenale). Quest’ultima permette ai figli, per ragioni religiose e culturali, di svolgere un numero assai più ridotto di attività, ma compie quattrocentosette brevi viaggi automobilistici al giorno poiché al dimezzamento delle attività compensa la decuplicazione del numero di figli.
La MFINC ha difficoltà a riconoscere due cose: i figli, i quali vivono con il nome scritto in fronte a pennarello e un’agendina appesa al collo; l’autorità della polizia stradale e dei vigili. La velocità di crociera media della MFINC è infatti di 93 km/h.
In centro storico.
Fuori, un’equipe di fisici sta stabilendo di quanto sia più veloce di quella della luce.
Se la MFINC trova posteggio e poi si accorge che è presente un cartello di “passo carrabile”, ella, sporgendosi dal finestrino, strappa il cartello.
A morsi.
Il momento di maggior tensione della MFINC è, come sempre, l’uscita dalla scuola. Ella, nella grande confusione, deve infatti ricordarsi quanti e quali figli prendere su da ciascuna scuola, tenendo sempre a mente quali invece prendono il pulmino della scuola. Ciò rischia ogni giorno di farla impazzire. Infatti, spesso, le MFINC impazziscono, spodestano l’autista del pulmino e si dirigono con quaranta bambini all’”Acquario Internazionale di Genova”. I figli della MFINC vengono temporaneamente affidati all’autista del pulmino dalla Polizia, la quale sa come vanno queste cose e, alle denuncie per rapimento, non risponde, aspettando che, a sera, i bambini vengano riconsegnati. Purtroppo, solitamente già all’andata e prima del Passo del Turchino, dei quaranta bambini cinque muoiono di vomito e venti di paura.
Non esistono, purtroppo per gli altri automobilisti, metodi semplici per riconoscere, mentre è in viaggio, la macchina famigliare appartenente alla pericolosissima “Madre di Famiglia Indaffarata NeoCatecumenale”. Essa infatti si distingue da quella della semplice MFI per un unico, piccolo particolare, difficilmente osservabile alle consuete altissime velocità cui si muove, spesso prossime ai 170 km/h. Ed è questo: appeso allo specchietto retrovisore, penzola un Cristo Crocifisso con le mani nei capelli e un’espressione simile all'"Urlo" di Munch.

politica interna
PCI / Religione ufficiale e conseguente nuovo inno
11 gennaio 2008

Non so se la nostra civiltà ha imboccato il piano inclinato della caduta di ogni verità assoluta, ma di sicuro questo blog ha inboccato il piano inclinato del cazzeggio fine a se stesso (ché poi le due cose son simili). E la tecnica aumenta la pendenza. La rubrica Partito Cazzone Italiano, partita con velleità di satira politica, diventa così contenitore di ciò che il sottoscritto giudica troppo trash per il già infimo livello del blog, il cui fine nascosto d'altronde era, fin dalla nascita, quello di farsi linkare da un certo numero di persone serie, intelligenti e - possibilmente - di sinistra, per poi riempirsi di insulsaggini tardo-adolescenziali di dubbio gusto.
Doverosa premessa ad alcuni annunci:

TECHNO BESTEMMIA


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politica interna
La figlia di Cornacchione
10 gennaio 2008

Non so se sia vero quel che sosteneva Socci, ovverosia che se non ci fosse stato Cristo non avremmo avuto nè arte, nè musica, nè tutto il resto. Ma so di certo che, se non ci fosse stato Silvio, ci saremmo persi un sacco di cose magnifiche. No, non sto parlando delle corna, dei tacchi, della bandana, del "kapò!" o della Champions al Milan - che comunque sono, tranne la Champions al Milan, tutte cose magnifiche - : sto parlando dei figli illegittimi che Cornacchione ha sparso in giro per l'Italia. Uno spasso. Ci saremmo persi la politica divertente ed il fatto che lo dicesse Ferrara non vuol dire necessariamente che non sia vero.


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località
I miei monti sono più belli dei tuoi e statti zitto che c’ho ragione
10 gennaio 2008

Quando mi chiedono a che titolo sostenga che le mie montagne siano le più belle del mondo, rispondo citando Hemingway, che passò sia in Valtrebbia che in Valdaveto. La prima la risalì nel ’27, e non ebbe granchè tempo per ammirare il paesaggio. Nella seconda, un ponte saltato lo bloccò alcuni giorni quand’era inviato di guerra; anni dopo, già famoso, nel torrente che le dà nome pescò trote durante un brevissimo soggiorno italiano, in cui fece base a Genova. Disse, nel ‘45: “La Valdaveto è l’ottava meraviglia del mondo”, e ci sono testimonianze certe. Un dentista di Bobbio sostiene poi d’averlo accompagnato a pesca nei primi anni cinquanta, ma la sua storia è priva di qualsivoglia testimonianza esterna; inoltre, mentre è improbabile che l’incolto vecchio di Orezzoli di Là, il quale spergiurò all’intera valle di avergli fatto da guida nel ’45, avesse fantasie da lettore, è invece plausibile che le avesse il dentista, il cui racconto è infarcito di luoghi comuni (la jeep americana residuato bellico; le quattro bottiglie di bianco scolate; la guida spericolata; le pacche sulle spalle): quest’ultimo è quindi, con ogni probabilità, un millantatore.
A chi mi pone la domanda con cui inizia il post, rispondo quindi riportando la suddetta affermazione di Hemingway. Ritengo superfluo spiegare perchè l’autorità che cito non possa esser messa in discussione; e se la mettete in discussione, non avete capito un cazzo. Cioè, sentiamo un po': voi quale autorità avreste per proclamare la supremazia paesaggistica delle vostre montagne? Un qualche fricchettone tedesco che ha aperto un agriturismo tradizionale toscano? Uno ricco scrittore americano Italia-monumenti-pizza-spaghetti-belledonne-cattolicesimo? Quel rimbambito reazionario e buonista di Rigoni Stern? Un teorico dello slow-food? Un attore ritiratosi a produrre vino sui colli? Un pagliaccio alla Mauro Corona? Ma suvvia.
Ho scritto “così rispondo”, ma avrei dovuto scrivere “così rispondevo”, perché adesso scopro che non è vero tutto; perlomeno, che non è vero che Hemingway pescò in Aveto; e che, forse, nemmeno disse la famosa frase. Non potrò più dire d’aver preso trote dove le prese Hemingway. Ma il problema del dover giustificare a voi miscredenti la indiscutibile supremazia dei miei monti rimane. Avrei pensato di metterla giù così: luoghi abitati da gente che, dovendo inventarsi una autorità protettrice, si scelse Hemingway, non possono che essere magnifici. Che ne dite? Che sembra un tantino forzata? Eh? Sono campanilista?!? IO, CAMPANILISTA??!!? Ma quando mai: siete voi che non capite un cazzo.

Almeno un post al giorno / 2
9 gennaio 2008

Disse la vacca al mulo: “Quando cadrà Prodi?”
Disse il mulo alla vacca: “Presto”




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politica estera
Questo blog è un blog giusto
8 gennaio 2008

Questo blog è un blog giusto, è un blog avanti, è un blog che fa l'endorsment sulle primarie USA. E' vero che questo blog non ha la benchè minima conoscenza della politica americana; che fin a ieri l'altro confondeva Democratici e Repubblicani (secondo me mettono nomi poco significativi per far confondere la gente - un po' come PD e PdL che hanno loghi simili, e similmente smorti); che confonde tutt'ora i nomi propri, specie quelli stranieri... ma checcazzo: lo fanno tutti, l'endorsment, ed io chi sono, il figlio della serva?
Innanzitutto, io voto Democratico, perchè mi sembra che la sinistra anglosassone abbia molto più in comune con la mia idea di liberalismo che non i conservatori, e quindi. Certo, la possibilità di votare Walker Texas Ranger mi attraeva verso i Repubblicani, ma insomma, va ben i vent'anni, ma non si può essere sempre superficiali. Questo è un post serio; non è di quei soliti miei che finiscono con una cazzata ad effetto.
E dunque. Tra i democratici, avrei voluto votare un tale con una faccia simpatica da venditore di climatizzatori, ma purtroppo non mi ricordo più come si chiama. Allora ho preso in considerazione la Clinton, perchè almeno il nome, questo sì, è difficile scordarlo. Però la Clinton mi è antipatica - io tifavo Lewinsky - sono un laicista che gode nel veder famiglie sfasciate, d'altronde. Così, dato che ho scartato una donna e ammesso la simpatia per un wasp bene pettinato, per sembrare abbastanza politically correct, alla fin fine, opterò per quel nero - quel tizio immigrato di seconda generazione - quello alto e magro - quello giovane... ma sì, dài, quello là... com'è che si chiama?
Ah, sì: James Trivette.

Capita, certe mattine, di svegliarsi con la voglia d’attaccar briga
8 gennaio 2008

Oggi, vedi sotto, sono in vena con i meta-post. La blogosfera è meravigliosa, e il meta finisce qui.
Meravigliosa perché puoi trovare un coetaneo boy-scout comunista con l’avatar di Berlinguer (boy-scout comunista con l’avatar di Berlinguer) e prenderlo in giro lodando la sua onestà intellettuale – onestà perché almeno lo ammette. Che non ha capito. Un cazzo.
Cioè, meravigliosa proprio: per strada, prima di farlo, minimo minimo dovresti accertarti della stazza e prestanza fisica del boy-scout comunista con l’avatar di Berlinguer (boy-scout comunista con l’avatar di Berlinguer)(scusate, mi piace ripeterlo).

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