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"Uno sceso dalla montagna con la piena"




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Questo blog è una cagata pazzesca, ma nonostante ciò non è una testata giornalistica. Bla bla bla bla bla


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Confidiamo nella campagna elettorale
19 febbraio 2008

Confidiamo, perché, per ora, più che insulsaggini autoreferenziali non mi vengono.
Se c’è una cosa che non ho mai capito, è il patriottismo. Riferito all’Italia poi...
Ma davvero un napoletano elettore della Mussolini si sente partecipe delle vicende di un istriano? Davvero un elettore DS milanese prova compartecipazione per i drammi di Napoli? Mai riuscito ad intuire come poss’essere un tal sentimento.
Io sono leghista, leghista ristretto. O meglio campanilista. Perché non sopporto quelli che stanno più a Sud – ovvio –, ma pure da Cremona in su non scherzano.
A voler ben guardare, pure ad Est ed Ovest non mi garbano. Quelli di Parma andrebbero sterminati tutti per come maltrattano il nome della loro – pur non brutta – città. Bisognerebbe istituire una polizia segreta sul modello nazista, che gira a chiedere: “Tu di dove sei?”. “Pevma”. Bang!
E che dire dell’Oltrepò? Una cosa folle, insensata, priva di logica: un pezzo di Lombardia sotto il Po!! Un cuneo pavese che complica tutti i confini nella zona. Ma cancelliamolo dalle carte, no? Tiriamoci una bella riga sopra e così si levano dalle palle pure i pavesi appenninici (pavesi appenninici… non ha senso, non ha senso…).
Ma anche così, limitando il campanilismo alla sola provincia di Piacenza, l’ho presa troppo larga.
Intanto, da dove sto io a Parma ci son di mezzo troppe vallate: Nure, Chero, Arda, Ongina: ogni crinale, qualche odiosa differenza in più. Quelli della Valnure, per dire, son cent’anni che si vantano d’aver dato i natali a Cristoforo Colombo: hanno stracciato i maroni! Deportiamoli tutti nelle Americhe così son contenti.
Poi la pianura. Quelli del Po sono una razza a parte. Mio bisnonno era nato sull’argine, ma se ne fuggì quando il trisnonno ereditò un appezzamento sull’altra sponda e pretese che i figli l’andassero a coltivare. Traversando a nuoto. Quelli del Po sono gente lunatica, e poi sono umidi dentro: vade retro. Mentre quelli di Piacenza città - i piacentini “del sasso”, come si suol dire -, pur abitando sul Po, provengono dall’Appennino. E sono l’ingratitudine fatta persona: una città di montanari inurbati, i quali, per nasconder l’origine, si dan le pose. Quest’è Piacenza.
Infine, la montagna: a Sud c’è l’alta Valle del Trebbia. I suoi abitanti andrebbero cacciati tutti a pedate nel culo: occupano abusivamente un territorio che è, amministrativamente ma soprattutto orograficamente, piacentino, ma parlano ligure. Stanno sul versante adriatico e prendono come riferimento Genova. Ingrati!, fuori dai coglioni anche voi.
Sono campanilista, decisamente. Talmente campanilista che rimane solo la Valtidone. Il problema è che a Pecorara sono tutti rossi (di politica, non di pelo) ed a Pianello tutti montati: sicchè rimane solo la sua valle affluente, la Valluretta.
Ma pure in Valluretta c’è da fare dei distinguo. Più a Sud si trova Piozzano, dove non c’è un cazzo - è un paese morto, quattro case di vecchi morti sulla provinciale: io, con Piozzano, ho proprio niente da spartire. Più a Nord, Gazzola, il quale è, ad unanime giudizio di chiunque l’abbia attraversato, il paese più brutto del mondo: pure con Gazzola - decine di brutte case e due bar sull’incrocio -  ho niente da spartire.
Sono molto campanilista, già. Alla fine rimane solo Agazzano. Diceva la canzone: “Agazzano è un paese assai bello / quando piove si apre l’ombrello / se si ha sete si va in cantina / e si beve da sera a mattina”.
Però c’è da dire che Agazzano lo stanno lottizzando sia a monte che a valle: il paese s’è riempito di villette e forestieri, sicchè pure di esso si può tener buono giusto il nucleo originario. Ecco, sì: io sono campanilistissimo, io parteggio per il nucleo originario di Agazzano.
Ma nemmeno. Onestamente, il mio vicino di destra (spazialmente, non politicamente) è insopportabile, e quello di sinistra è quasi peggio. Sicchè io sono tanto campanilista, ma tanto campanilista, che parteggio per me medesimo. Minimo comune divisore. Unità campanilistica minima. Partigianeria anarchica.
Considerato ciò, spiegatemi, per piacere, come si fa a provare orgoglio patriottico. Ne ho disperatamente bisogno. Perché passi il menefreghismo elettorale e l'atarassia politica, ma tra tre mesi ci sono gli Europei di calcio, e su certe cose non si scherza.

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