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"Uno sceso dalla montagna con la piena"




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Questo blog è una cagata pazzesca, ma nonostante ciò non è una testata giornalistica. Bla bla bla bla bla


letteratura
M'ero sempre chiesto che facessero al liceo classico sperimentale
16 gennaio 2008

“Posso farti qualche domanda sui libri?”

Non capisco bene il senso della domanda che la ragazza mi pone, non capisco cosa ci fa in una biblioteca comunale con una cartelletta in mano a far interviste, ma rispondo affermativamente, e gentilmente.

“E’ un’indagine che stiamo facendo noi classi quarte del Classico Sperimentale (del liceo che frequentavo), sul rapporto coi libri. Intanto – è anonimo - qualche dato… ”

(ecco, lo sapevo, è come quando non butti giù alle indagini telefoniche: la disponibilità porta fastidi, sempre. Sto sbuffando mentalmente, ma rispondo compunto)

Età… titolo studio… occupazione…

“Finito?”, le faccio con voce ancora gentile, ma accennando un passo d’allontanamento assai significativo.

“E no eh! Sui libri ora…”

“Ah”

Frequenza di lettura… dove li acquisto… genere preferito… (due palle)

“Cos’hai preso in prestito?”

Le dico autore e titolo del libro. Lei poggia la cartelletta ad un bancone e scrive. Mi scappa l’occhio sul suo foglio: magnifico, lo riproduco ora di mio pugno per farvi sorridere.

Mi sforzo di tenere gli angoli della bocca giù in basso; trattengo il riso, e ne esce un singhiozzo. Allo sguardo interrogativo rispondo facendo notare l’errore. Non per saccenteria, che, credetemi, proprio non fa parte del mio carattere: per solidarietà tra coetanei e studenti. Giudico infatti che, per evitare il cazziatone del prof responsabile dell’indagine, l’intervistatrice potrà ben sopportare una figuraccia (stranamente, c’è gente, attorno).

“Come, scusa? E’ sbagliato?”

“Hai scritto sbagliato l’autore. E’ scritto in italiano, cioè, è proprio italiano… devi scriverlo… devi scriverlo come… come sciare, ecco! Sì, scrivi: scìa-scìa”

“Ah, ho capito. Grazie”

Corregge, e poi nota: “Tu ne hai due di libri, però…”

“Ah, già! L’ho preso per mia mamma quell’altro…”

Penso di tirarlo fuori di tasca per farle copiare il nome – straniero – dell’autore (tanto più che manco io son certo di come si scriva), ma convengo con me stesso che il gesto potrebbe apparire offensivo, nonchè snob o saccente. E vi giuro che io non sono saccente: davvero ci tengo a non sembrarlo, nonostante l’argomento del post. Perché non lo sono, giuro.
Quindi le detto nome dell’autore, scandendolo, e titolo. Ma commetto il grave errore di lasciare che l’occhio segua la penna della ragazza che, sotto alle precedenti annotazioni, scrive del secondo libro. E scrive – è sempre una mia riproduzione - così:

Questa volta riesco a trattenere sia il riso che il singhiozzo, ma emetto un schiocco gutturale a labbra serrate, e gli occhi, per lo spostamento d’aria causato dallo scoppio d’ilarità trattenuto, m’escono dalle orbite.
La ragazza mi getta addosso uno guardo come prima interrogativo, ma stavolta anche offeso.
Non ce n’è motivo, lo so, ma in questa situazione sono io a vergognarmi. Non sono saccente, non sono snob: svicolo via senza salutare, destinando la ragazza ad un cazziatone certo del Prof di lettere.




permalink | inviato da nomedelblog il 16/1/2008 alle 18:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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