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"Uno sceso dalla montagna con la piena"




"E' solo un blog: sboccato, sconclusionato, culturalmente e psicologicamente border line"










Questo blog esiste per colpa di:


 Beppe


Tonino


















Invadeteci!
Per favore!

















Questo blog è una cagata pazzesca, ma nonostante ciò non è una testata giornalistica. Bla bla bla bla bla


Non puoi sopportarlo. Non puoi rimanere. Non puoi nemmeno fuggire.
1 aprile 2007

Non ne ho alcuna voglia, ma un blog che si rispetti non può evitare Vallettopoli… (classico incipit di quello che muore dalla voglia di parlarne ma vuol darsi posa da snob. Promemoria per il prosieguo: temperare la schifittoseria). Dunque, son qui che mi tormento (forse “tormento” è un po’ troppo. Promemoria: la schifittoseria, a piccole dosi, è salutare) su come rispondere, domattina al bar, alla fatidica domanda “secondo te bisogna pubblicare o no?”. A rigor di ragionamento, risponderei col motto “massima libertà, massima responsabilità”, ovvero: evitiamo che politica e altri gruppi di potere prendano il controllo, per diecimila vie traverse, della selezione della informazioni. A rigor di sentimento, risponderei: “E c’ho le palle come due mappamondi! ma chissenefrega di come usa il suo affare Sircana, anzi mi fa un po’ impressione pensare a Sircana nudo mentre mangio, ma il telegiornale non ha nient’altro da far vedere? Basta: si pubblica solo la roba veramente rilevante così non mi tocca di leggere quotidiani trasformati in brutte copie di Novella 2000”. E’ un conflitto straziante: al bar la mia opinione gode di un certo valore. Poi apro l’Espresso. La satira preventiva di Serra mi fa pendere dalla parte del sentimento (Serra, come umorista, è fantastico, peccato che talvolta si occupi anche di robe serie): che squallore quelle notizie costruite e quei giornalisti che ci marciano sopra, pur non essendoci nulla di penalmente rilevante, per sputtanare gli avversari, continuamente invocando, con goffo vittimismo, l’etica professionale e il dovere di dar le notizie… Belpietro, mi fai schifo! Continuo a sfogliare. A pag.42 tal Malagutti, basandosi sulle dichirazione di uno sconosciuto autodefinitosi “il Travaglio del gossip”, lascia intendere che Francesca Lodo sia in amicizia con Berlusconi e che ciò l’abbia, forse, leggermente favorita nella carriera sulle reti di proprietà dello stesso. Embè? Se anche fosse? Dov’è il reato? Quel che scandalizza il lettore dell’Espresso è che Berlusconi frequenti delle letterine o che delle letterine frequentino Berlusconi? Oppure tutte due? Eppure Serra, massimo teorico della superiorità morale della sinistra, da buon moralista non noterà la contraddizione tra il suo articolo e quest’ultimo: se fossi anch’io un moralista, direi che i moralisti son tutti ipocriti. Ho finito di leggere. Son riusciti a farmi star simpatico Belpietro, che è tutto dire. Accendo la Tv: c’è Belpietro che litiga con il direttore del giornale della Margherita. Oh, merda. Penso di uccidere tutti quelli che parlano di Vallettopoli, ma convengo che sarebbe opera troppo impegnativa pure per un buon tiratore com’io sono. Allora capisco ciò che devo fare: andare a Potenza e risolvere il problema alla radice.

Entro nel tribunale: ci son tutti, è un’udienza collettiva con cocktail e aperitivo. Raffica dell’automatico a cinque colpi caricato a pallettoni da cinghiale: rimangono in vita un’ingegnere napoletano proprietario di yacht, la sua pupa e Woodcock. Ricarico e tengo puntato.
Faccio a Woodcock: “Dammi le chiavi della moto o t’amazzo!”
“Tienile… posso andare adesso?”
Bang!
L’ingegnere: “Ma perché l’hai ammazzato?”
“Senza la sua moto si sarebbe suicidato. Ingegnere, dammi le chiavi dello yacht o t’ammazzo!”
“Hahahaha!”
“Cazzo ti ridi?”
“Buzzurro! Uno yacht non ha le chiavi”
“Ah, merda”
“Ma caro, non è vero! Ce le hai in tasca le chiavi”
“Oca che non sei al…” Bang!
Faccio alla pupa: “Oca, tu vieni con me sullo yacht”
“Oh che bello! Una crociera!”
“No, Oca: un ostaggio”
Con la moto valico gli Appennini, arrivo al porto, prendo la barca e via, verso lidi dove non arrivano ne giornali ne televisioni ne internet. Giunti sulle coste caraibiche e trovata una baia vergine, con la pupa stiamo ammirando la nostra nuova paradisiaca dimora, quan’ecco che scorgo ancorata la barca di Briatore. Merda. Noto che è ben più grande della mia: con la sicurezza nel maneggiare armi del cacciatore e l’abilità piratesca di uno che s’è letto tutto Salgari prima dei dieci anni, tento l’abbordaggio.
Briatore: “Cosa vuoi? Troviamo un accordo vantaggioso per entrambi”
“Niente storie. Dammi le chiavi del tuo yacht e salite sul nostro: noi ce ne andiamo in un posto lontano da tutto e da tutti”
“Hahahaha!”
“Cazzo ti ridi?”
“Non esiste posto del genere: alla prossima baia c’è Tronchetti Provera, poi il conte Panto, poi…”
“Oh, merda”
Dopo un’ora, in cambio del mio yacht, me ne vado con la sua scialuppa, viveri per dieci giorni e cinquecento euro.
“La ragazza è meglio che resti con me. Sai, per i viveri…”
“E’ vero, hai ragione. Beh, grazie ancora!”
“Ma figurati!”
Navigo cantando verso l’Italia. Chiamo i carabinieri per farmi venire a prendere al porto. I carabinieri chiamano i giornalisti, che all’approdo mi assalgono: “Come mai si è costituito?”
“Per andare in carcere e liberarmi dai vip”
“Hahahaha!”
“Cazzo ti ridi?”
“E lei per liberarsi dai vip va in carcere?”
“Oh, merda”




permalink | inviato da il 1/4/2007 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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